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M° Giusti Luigi

M° Giusti Luigi

Maestro cintura nera 5° Dan

Maestro di grado Kyoshi nel Hiroshi Shirai Goshindo

Arbitro Nazionale

Nato a Nettuno il 6 Novembre del 1960

La mia storia di karateka ha inizio con una data precisa: novembre 1974. E’ l’anno in cui iniziai a frequentare il corso di karate nella palestra “Poseidon” in via S. Maria a Nettuno. Una palestra incentrata maggiormente sulla pratica del judo con turni pienissimi fino a tarda sera. Io non so perché mi iscrissi al corso di karate, forse per i film che andavano tanto di moda in quei tempi, tempi in cui le arti marziali erano ancora sconosciute e molto mitizzate. Il mio primo Maestro fu il M° Bellini. Lui incentrava l’allenamento su tecniche di riscaldamento “Khion e kata” per poi arrivare a serie interminabili di combattimenti fra noi e che terminavano anche con il confrontarci con Lui, che essendo già di statura molto più massiccia di noi, aveva senz’altro la meglio.. Così ci dava una lezione su come riuscire a darne un po’, non prendendone nel contempo tante, oltre al divertimento che era assicurato.
Quegli anni si rilevarono importantissimi sia per me che per la crescita della nostra società. Dal punto di vista atletico, di grande importanza erano gli allenamenti basati sul kumite libero sia per l’acquisizione della fluidità del movimento, sia per la capacità di riuscire ad avere un ottima scelta di tempo con la conseguente sicurezza nel affrontare un avversario. Ma nonostante questo, non avevo ancora imparato l’Arte vera del karate; il Do, la Via, quell’aspetto intrinseco dell’arte marziale praticata da lungo tempo in Giappone, mi era totalmente sconosciuto. Circa a metà degli anni ’70 il nostro M° Bellini venne trasferito per motivi di lavoro, ci trovammo così alla ricerca di un Maestro e riuscii, intorno alla metà degli anni ’80, a trovare una figura di grande carisma e prestigio, il Maestro Hiroshi Shirai, che tutt’ora è la mia Guida indiscussa, sia come karateka che come insegnante di vita. All’inizio la sua “scuola” fu per me durissima per il suo rigore quasi intransigente, per la rigidità propria del Maestro ma anche dell’arte marziale: la perseveranza nella pratica per il raggiungimento dello scopo. Una vera scuola di vita applicabile non solo nell’ambito del karate. Allora capii che quella era la strada da percorrere e che era giunto il momento di intensificare i miei allenamenti con il Maestro e con l’aiuto di un amico/karateka, che già da tempo aveva intrapreso la via del karate del Maestro Shirai, decisi di andare tutti i mesi a Milano presso il suo dojo che frequento ancora oggi dopo più di venti anni. Così il Karate, da semplice passione, è diventato per me uno stile di vita, un lavoro, un modo di essere basato su allenamenti costanti, duri ed impegnativi.
La Via, il Do, da me tanto cercata, è stata finalmente trovata. La strada da percorrere è ancora lunga, molto resta da imparare e dopo trentasei anni di pratica sono orgoglioso di essere un vero karateka e continuo ad allenarmi costantemente sotto un duplice aspetto: da un parte prendendo lezioni dal Maestro e dall’altra insegnando con entusiasmo in palestra ai miei ottimi allievi che hanno intrapreso con me la difficile ma straordinariamente bella Via del Karate.

Un grande Oss.. a tutti i praticanti!

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